Certo, qualche mese fa, il direttore di Wired Italia, Riccardo Luna, in nome della condivisione, ha lanciato magicamente la campagna per candidare Internet al premio Nobel per la pace. Avete capito bene. Ma perchè?
Beh, mi sembra abbastanza evidente. CondéNast ha dato pieno mandato al direttore di Wired per studiare un modo per far conoscere all'intera popolazione la rivista che parla di futuro. Fare si che essa diventi un caso editoriale autorevole e che non sia solo un oggetto di nicchia per tecnofili.
Che che ne dica il direttore sostenendo che a lui non interessa vendere milioni di copie ma fare un giornale di qualità.
Ma cosa mi fa pensare a questa operazione di marketing?
Ragazzi è chiarissimo. Andate nella pagina Endorser del sito che raccoglie le firme e guardate un pò chi sono gli sponsor sostenitori: Citroen, Microsoft etc.
CondéNast e il direttore di Wired Italia, strategicamente prendono due piccioni con una fava. I soldi dalle suddette aziende inserzioniste e la visibilità della rivista.
E hanno pure il coraggio di scegleire come estensione del dominio del sito dell'iniziativa un .org (dot org, punto org) che sta per organization (e che generalmente viene usato dalle organizzazioni no-profit). Ma che tipo di organization no-profit? CondéNast è una pubblishing company che fa business, la lobbie dell'editoria mondiale. Altro che organization no-profit.
Ve la sentite ancora di sostenere questa iniziativa?
Che Wired rinunci agli sponsor, che si svesta del suo brand e di CondéNast, se ci crede nell'iniziativa.
O meglio che Riccardo Luna la lanci come utente della Rete, non come direttore di un giornale. Ma ormai il baraccone è stato montato con l'ausilio della nota agenzia pubblicitaria Ogilvy.
Che condivisione ci sarebbe, altrimenti, nel modo in cui sta svolgendo la sua campagna? Cosa condivide con gli internauti. Questi ultimi si fanno portavoce perchè ci credono e Wired Italia viene venduto sempre di più e gli spazi vengono pagati dagli inserzionisti di cui sopra.
E allora caro direttore...faccia una cosa...condivida gli introiti delle pubblicità con tutti gli internauti. Oppure, adesso, per salvare la faccia, in caso di vittoria, del famoso Nobel, divida con tutti il milione di euro del premio.
Anzi, destinatelo ad una serie di progetti firmati da giovani, per il Web 2.0.
Ci risponda!
D'accordo ogni azienda ha delle iniziative, comprese quelle benefiche, che usano per scopi nobili e dalle quali traggono un ritorno di immagine.
Ma in questo caso Wired Italia non può parlare a nome di tutti, oppure tutti non possono sostenere una iniziativa brandizzata da una casa editrice e da un giornale famoso, perchè il fine qui non è procurare del cibo ai bambini del terzo mondo (come in una iniziativa benefica). Ma, palesemente, procurare business per l'aziende promotrice della candidatura. L'uso della Rete, come mezzo per il raggiungimento della pace, accade naturalmente, non ha bisogno di essere proposto da una multinazionale. E' la beneficenza che invece non accade naturalmente, per cui la gente va sensibilizzata.
Si parla di un sentimento puro, la pace...e in nome di questo sentimento non possono essere strumentalizzati gli utenti della Rete da una multinazionale dell'editoria per i suoi scopi votati al business.
Ma poi, quale pace in Rete? Nobel anche ai trafficanti di organi etc.?
Direttore, ha sbagliato campagna...era meglio che si limitava a dichiarare (a nome di CondéNast) solo che la Rete, Internet, può essere uno strumento portatore di pace. Stop. Ma questa del Nobel l'ha proprio sbagliata.
Immaginate se all'improvviso si costituisse un gruppo capitanato da un'altra azienda editoriale concorrente, magari la Mondadori che propone la candidatura di Internet per il Nobel. Come ci rimarrebbero Riccardo Luna, CondéNast e Wired Italia? Male suppongo. Infatti, perchè non hanno invitato a partecipare altre aziende concorrenti, dal momento che ci vendono la cosa come un motivo di condivisione globale? Perchè si fregiano dei loghi solo delle aziende che hanno acquistato gli spazi di CondèNast?
A questa domanda il direttore potrebbe risponderci che hanno come partner Mtv, che appartiene al gruppo Telecom Italia.
E a questa risposta io risponderei: appunto, grazie. Telecom Italia fa business con CondéNast e Wired.
Guardate qui, I Love Internet, una iniziativa di Wired e della stessa Telecom, un concorso in cui venivano premiati i video più belli il cui topic era appunto Io Amo Internet.
Insomma, una azienda multinazionale, CondéNast, che per i suoi scopi di business usa tutti noi internauti.
La forza siamo noi, non loro. La Rete è il mezzo più democratico che esista al mondo e queste iniziative che sanno di azienda, non fanno bene alla democrazia sul Web. Ripeto, fosse nata da Riccardo Luna come comune internauta, allora sarebbe stato diverso.
Caro direttore, allora proponiamo l'istituzione della giornata mondiale di Internet (che per altro esiste già, ma non è supportata), cosa fa, attraverso la sua azienda votata al business, ce la sostiene?
No direttore, non lo vogliamo il sostegno di CondéNast, tantomeno di altre aziende competitor.
Per una giornata mondiale di Internet da organizzare e festeggiare, vogliamo solo ed unicamente il sostegno degli internauti del mondo, via le etichette delle multinazionali, via!
Comunque direttore, non si preoccupi tanto di questo post......alla fine è accaduto quello che voleva, anche noi abbiamo parlato di lei e del suo Nobel fasullo.
Ma per noi l'importante è parlare di Internet, non di CondéNast. Noi vogliamo lo sviluppo della Rete, non ci interessa sponsorizzare CondéNast e il suo Wired Italia.
Quale condivisione?
Ci risponda.
Ps. Ci dimostri che non c'è stato alcun accordo con Ogilvy e con gli inserzionisti.
Tiri fuori le fatture se ci sono.
Pps. Dichiarazione di Mirko Pallera di Ninja Marketing e mia risposta di seguito
Ninja Marketing Vincent ti dico la verità: mi stai simpatico e non ti trovo per nulla delirante. Quella di wired é la più grande campagna pubblicitaria realizzata negli ultimi anni. la cosa che mi dispiace é che non l'abbiamo ideata noi, bensì Ogilvy a cui va il mio plauso. Il mio personale obiettivo e percorso é di far si che i soldi investiti in pubblicità servano a creare valore e se come in questo caso i soldi di conde nast portano linfa alla causa di Internet applaudo: grande wired, grande ogilvy. Ottima campagna di marketing non convenzionale.. E ti dico di più il tuo post verrà segnalato su ninjamarketing per aprire il dibattito su questo punto. So che molti ci criticano per il nostro approccio fra business e impegno culturale ma questa é la nostra strada che ci siamo scelti: portare valore dal mercato alla società.Yesterday at 8:31pm · Report
Ninja Marketing scusa ero mirkoYesterday at 8:32pm · Report
Ninja Marketing
Vincent ti dico la verità: mi stai simpatico e non ti trovo per nulla delirante. Quella di wired é la più grande campagna pubblicitaria realizzata negli ultimi anni. la cosa che mi dispiace é che non l'abbiamo ideata noi, bensì Ogilvy a cui va il mio plauso. Il mio personale obiettivo e percorso é di far si che i soldi investiti in pubblicità servano a creare valore e se come in questo caso i soldi di conde nast portano linfa alla causa di Internet applaudo: grande wired, grande ogilvy. Ottima campagna di marketing non convenzionale.. E ti dico di più il tuo post verrà segnalato su ninjamarketing per aprire il dibattito su questo punto. So che molti ci criticano per il nostro approccio fra business e impegno culturale ma questa é la nostra strada che ci siamo scelti: portare valore dal mercato alla società.
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Ninja Marketing
scusa ero mirko
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Vincent Lo Bianco
caro mirko pallera, la tua tattica di prodotto implementata dopo ub breifing durato tutto il pomerigio con il tuo socio, non mi sconvolge.
ma mi insegnerai che di fronte ad una crisi immediata, i più abili strateghi militari, avrebbero assunto l'atteggiamento che hai nel post precedente. altrettanto immediatamente.
forse ho fatto troppo rumore (non per nulla) e sei dovuto intervenire.
tuttavia, sincero o no, apprezzo la tua dichiarazione.
infatti era sulla base di una dialettica simile che io sono intervenuto nella vostra fan page per cercare un dialogo pacifico.
non sono entrato per raccogliere i modi poco ortodossi del tuo socio di fronte ad una questione che è seria.
perchè, il tuo plaudire alla campagna di ogilvy ti renderà onore a livello professionale, ma non ti rende grazia a livello umano.
far credere al popolo di Internet che sono loro i protagonisti della campagna, farli partecipare alla diffusione del messaggio, affermare che sono liberi e portatori di pace, vuol dire strumentalizzarli e vendergli il prodotto.
Qui si parla in nome della pace, non dobbiamo convincere e raggirare i potenziali clienti di un dentifricio costruendo una forte brand immage.
Di conseguenza, mi dispiace ma la tua affermazione e i tuoi plausi non sono deontologicamente corretti neanche per il meno, dico meno, disonesto dei markettari.
E' dichiari pure che ti dispiace a non averla organizzata voi.
Il valore è il beneficio che porta, è un plus sicuramente (nonostante i post dissacratori come il mio), funziona un pò come le Nike del mercato parallelo, meglio che ci siano per il Brand di Portland Or.
Ma ciò non giustifica la strumentalizzazione degli internauti in nome della pace. un cosa pura.
Grazie per la tua pubblicazione del mio post.
Anche questa una bella mossa strategica.
Spero tu parli anche a nome di Alex Giordano.
E ti invito, dal momento che hai studiato a tavolino tutto, dunque avrai la contromossa, di firmarti (o firmarvi se il tuo socio lo ritiene opportuno), nel tuo post con nome e cognome.
Se il tuo acume è come quello che vai paventando in giro insieme al socio (ma forse lo fa più il socio ripsetto a te, tu sei più umile)....dovrebbe avere una immediata risposta a qunto scritto da me adesso.
E se ci pensi a tavolina,
allora vorrà dire che non sei un ninja marketer
Intenet. Sono le 24.02, mi auguro che appena leggerai la posta, mi risponderai.
Vediamo a che ora vai a lavorare.
Comunque il tuo post non mi risparmia dal continuare a sostenere il vostro non prendere una posizione al tempo dell'avvio della campagna.
Perchè fai queste dichiarazioni che diverranno pubblice se con tanto onore firmerai con nome e cognome, solo adesso? Te le avrò mica stimolate io?
E non mi risparmi adal mio pensiero che ho sul vostro uso degli stagisti.
Il tuo socio ha dichiarato che dobbiamo sollevarci da questo periodo oscuro.
iniziate ad avere la giusta riconoscenza (non in fatto di puro lavoro), hai vostri stagisti. vedrete che inizieremo a risollevarci davvero da questo periodo oscuro.
Firmato
Vincent Lo Bianco
p.s. hai telefonato Riccardo prima di dichiarare ciò?
credo di no. vedi, un pò ti credo.
ma mi insegnerai che di fronte ad una crisi immediata, i più abili strateghi militari, avrebbero assunto l'atteggiamento che hai nel post precedente. altrettanto immediatamente.
forse ho fatto troppo rumore (non per nulla) e sei dovuto intervenire.
tuttavia, sincero o no, apprezzo la tua dichiarazione.
infatti era sulla base di una dialettica simile che io sono intervenuto nella vostra fan page per cercare un dialogo pacifico.
non sono entrato per raccogliere i modi poco ortodossi del tuo socio di fronte ad una questione che è seria.
perchè, il tuo plaudire alla campagna di ogilvy ti renderà onore a livello professionale, ma non ti rende grazia a livello umano.
far credere al popolo di Internet che sono loro i protagonisti della campagna, farli partecipare alla diffusione del messaggio, affermare che sono liberi e portatori di pace, vuol dire strumentalizzarli e vendergli il prodotto.
Qui si parla in nome della pace, non dobbiamo convincere e raggirare i potenziali clienti di un dentifricio costruendo una forte brand immage.
Di conseguenza, mi dispiace ma la tua affermazione e i tuoi plausi non sono deontologicamente corretti neanche per il meno, dico meno, disonesto dei markettari.
E' dichiari pure che ti dispiace a non averla organizzata voi.
Il valore è il beneficio che porta, è un plus sicuramente (nonostante i post dissacratori come il mio), funziona un pò come le Nike del mercato parallelo, meglio che ci siano per il Brand di Portland Or.
Ma ciò non giustifica la strumentalizzazione degli internauti in nome della pace. un cosa pura.
Grazie per la tua pubblicazione del mio post.
Anche questa una bella mossa strategica.
Spero tu parli anche a nome di Alex Giordano.
E ti invito, dal momento che hai studiato a tavolino tutto, dunque avrai la contromossa, di firmarti (o firmarvi se il tuo socio lo ritiene opportuno), nel tuo post con nome e cognome.
Se il tuo acume è come quello che vai paventando in giro insieme al socio (ma forse lo fa più il socio ripsetto a te, tu sei più umile)....dovrebbe avere una immediata risposta a qunto scritto da me adesso.
E se ci pensi a tavolina,
allora vorrà dire che non sei un ninja marketer
Intenet. Sono le 24.02, mi auguro che appena leggerai la posta, mi risponderai.
Vediamo a che ora vai a lavorare.
Comunque il tuo post non mi risparmia dal continuare a sostenere il vostro non prendere una posizione al tempo dell'avvio della campagna.
Perchè fai queste dichiarazioni che diverranno pubblice se con tanto onore firmerai con nome e cognome, solo adesso? Te le avrò mica stimolate io?
E non mi risparmi adal mio pensiero che ho sul vostro uso degli stagisti.
Il tuo socio ha dichiarato che dobbiamo sollevarci da questo periodo oscuro.
iniziate ad avere la giusta riconoscenza (non in fatto di puro lavoro), hai vostri stagisti. vedrete che inizieremo a risollevarci davvero da questo periodo oscuro.
Firmato
Vincent Lo Bianco
p.s. hai telefonato Riccardo prima di dichiarare ciò?
credo di no. vedi, un pò ti credo.
12 hours ago ·

Vincent Lo Bianco
ah dimenticavo mirko, tutto quello che ti ho postato, l'ho detto pacificamente eh.
11 hours ago ·
Ppos. Risposta (tratta dal gruppo I4P su Facebook) di Riccardo Luna, il quale si è sottratto nel rispondere alle domande che gli sono state poste nell'articolo precedente.
E' stato nuovamente invitato a rispondere.